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22 dicembre 2010
La Zuncheiia n°9 , Marzo 2011
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Ecco a voi la nona uscita de La Zuncheiia, tutta la redazione vi augura una buona primavera!
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25 ottobre 2011
Il 30 Ottobre nel borgo medievale di Pomaro Monferrato si terrà la spumeggiante festa di Halloween, amata dai più piccoli e dagli adulti.
La giornata dedicata alla festa di Halloween è stata organizzata per dare occasione di incontrare, per le vie del Paese, maschere, bancarelle, stand del cioccolato, leccornie e tanto altro.
La giornata inizierà alle ore 10,00 presso la piazza centrale del paese, dove saranno allestite le bancarelle di prodotti artigianali e non solo. La manifestazione proseguirà dalle 15,00 con le attività per l’intrattenimento dei più piccoli, tra le molte iniziative spiccheranno il “trucca bimbi”, i numeri di magia, la pesca dell’oca, e lo spazio dedicato ai giochi “gonfiabili”. Alle 18.30 presso i locali della Soms sarà aperto il banco delle degustazioni, dove saranno preparati varie specialità locali; al termine della serata vi sarà l’immancabile tradizione anglosassone del “Dolcetto e scherzetto” per le vie del paese.
Le associazioni del paese con il patrocinio del Comune invitano tutti a partecipare.
6 maggio 2011
15 aprile 2011
Il 12 aprile 1961 Yuri Gagarin compiva il primo volo umano nello spazio
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Il 12 aprile 1961, cinquant’ani fa, Yuri Gagarin, a bordo del veicolo spaziale Vostok, compiva il primo volo umano nello spazio, dando il via a quella che sarebbe stata una vera e propria corsa allo spazio. Il volo dell’uomo, sognato fin dai tempi antichi con il mito di Icaro, si è spinto dai primi voli dei fratelli Montgolfier alla stazione spaziale , la ISS (International Space Station), che è in orbita attorno alla Terra e che,proprio in questo periodo, ospita un astronauta italiano e presto saranno due. Vivendo in questo periodo di tempo ho avuto la fortuna di seguire tutta l’avventura umana nello spazio, che, partendo dal lancio del satellite sovietico Sputnick nel 1957, si è snodata attraverso i voli Mercury, Gemini, Apollo sino alla conquista della Luna da parte degli Stati Uniti, alle stazioni spaziali Mir ed ISS. Il cammino non si è fermato,ma anzi continua con il programma dell’esplorazione umana di Marte.
I problemi da affrontare sono stati enormi: le orbite dei veicoli spaziali avvengono in una zona, in cui l’atmosfera quasi non esiste, le temperature variano di quasi 200 gradi passando dalla luce al buio, i raggi cosmici e le radiazioni solari colpiscono i corpi degli astronauti, che sono esposti all’assenza di peso. Questa, la cosiddetta gravità zero, è una condizione molto particolare , che causa molteplici cambiamenti nel corpo umano, che si è evoluto sulla Terra, quindi intimamente plasmato dalla gravità.
Appena gli astronauti arrivano in orbita, i liquidi trattenuti dalla gravità nella parte inferiore del corpo, soprattutto nelle gambe, si ridistribuisce per tutto il corpo, con un effetto molto visibile sul viso. Si realizza il quadro denominato “faccia gonfia e gambe da uccello (puffy face and bird legs). L’effetto più visibile è il gonfiore della faccia, che si accompagna ad una congestione nasale, simile a quella che si ha durante un raffreddore, occhi lievemente sporgenti dalle orbite, pelle molto tesa con appiattimento delle rughe. Ovviamente tutto il liquido in eccesso, circa 3,5 litri, che si riversa in circolo, viene poi eliminato con le urine, per cui il luogo più affollato sui veicoli spaziali nelle prime ore è….il bagno!
La gravità zero fa galleggiare tutti gli oggetti, uomini compresi, per cui è frequente nei primi giorni un disorientamento, che può causare nausea e vomito, simile al mal d’auto e che si chiama appunto mal di spazio. È un disturbo che si risolve in pochi giorni e che può essere mitigato dall’uso di farmaci.
Il cuore, dopo un iniziale superlavoro per smaltire i liquidi in eccesso, si trova a dover gestire un minor volume di sangue, anche per il fatto che i muscoli degli astronauti non devono compiere quasi nessuno sforzo, in mancanza di gravità; per questo le sue dimensioni diminuiscono leggermente. Al rientro a terra, però, il cuore si troverà a fare i conti con una fuga di liquidi, che ritornano nella parte inferiore del corpo, causando una sensazione di spossatezza e la tendenza alla perdita di coscienza.
L’effetto più importante dell’assenza di peso si realizza sulle ossa, che perdono progressivamente il calcio in esse contenuto, al ritmo dell’1% al mese. Inoltre i muscoli scheletrici , non dovendo contrastare la gravità, vanno incontro ad atrofia.
Per contrastare, almeno parzialmente, questi fenomeni, gli astronauti si sottopongono quotidianamente ad intensi esercizi fisici per almeno un paio d’ore, ma il fenomeno progredisce per tutta la durata della permanenza nello spazio.
La colonna vertebrale si allunga e diventa rettilinea, per cui gli astronauti “crescono” da 6 a 8 cm. di altezza. Compare anche un’anemia dovuta ad una diminuita produzione di globuli rossi. L’alimentazione è povera di cibi freschi, che si possono consumare solo per brevi periodi, in occasione dell’arrivo dei rifornimenti sulla Stazione spaziale, per mezzo di appositi veicoli cargo; non c’è frigorifero né forno a microonde. I cibi vengono reidratati con l’aggiunta di acqua e devono essere consumati spremendoli in bocca da appositi contenitori.
Anche il sonno presenta dei problemi: a parte il fatto che in 24 ore gli occupanti di un veicolo in orbita attorno alla Terra assistono a 16 albe ed altrettanti tramonti, per dormire sonni tranquilli devono essere racchiusi in appositi contenitori e assicurati ad una parete con delle cinture.
Gli astronauti devono vivere per lunghi periodi in ambienti angusti, freddamente ed altamente tecnologici, con forte limitazione della privacy e con un carico di lavoro e di responsabilità formidabile; per contro vivono un’esperienza unica, compiono esperimenti irrealizzabili sulla Terra e godono di un panorama mozzafiato e assolutamente privilegiato.
Il prossimo traguardo per il genere umano sarà l’esplorazione di Marte, che è già in avanzato stato di progettazione, ma lo scenario è gravato da molte incognite e denso di problemi ardui da risolvere, tra cui primeggiano l’osteoporosi e l’esposizione alle radiazioni, ma l’umanità è sempre in cerca di nuove sfide da vincere.
Ricordiamo ,quindi, con rispetto e ammirazione il giovane Gagarin di cinquant’anni fa, che con coraggio ha compiuto il salto verso l’ignoto e , contemporaneamente, anche verso il futuro.
Gianfranco Durante
15 aprile 2011
Il problema dei rifiuti è diventato un vero grattacapo: la crescita dei consumi, la forte urbanizzazione del territorio, e il ripetersi di cattive abitudini ecologiche dei consumatori ma soprattutto dei produttori, hanno incrementato i volumi dei rifiuti e ridotto le zone disabitate in cui trattarli o depositarli. Le discariche fanno ormai parte di un passato lontano ed insostenibile, pur avendo in sé costi di gestione bassi comportano un’inaccettabile spreco di materiale riciclabile. In questi anni il prezzo delle materie prime è lievitato, soprattutto il petrolio, da cui la nostra tanto amata plastica, che tutto ricopre e riveste, deriva. Per questo motivo dovremmo cercare di riciclare evitando inutili sprechi. Oltre al lato economico del problema, vi è anche il più importante aspetto ambientale. Le discariche interrate inquinano vaste aree, che devono poi rimanere inutilizzate per migliaia di anni, e gli inceneritori producono gas nocivi tali da limitarne l’uso, pertanto non possono essere una soluzione definitiva allo smaltimento totale dei rifiuti. L’unica soluzione rimasta per prevenire lo spreco di materiali potenzialmente utili, ridurre il consumo di materie prime, ridurre l’utilizzo di energia, e conseguentemente l’emissione di gas serra, è il riciclo.
Il primo grande problema di questa tecnica è che non tutto è riciclabile.. solo per fare un esempio piatti e bicchieri di plastica non sono recuperabili e dovrebbero finire nell’indifferenziato. E come loro tanti altri scarti come carta oleata o plastificata, ceramiche e porcellane, gomma, plastiche non aventi funzione di imballaggio come i giocattoli.. per questo il nostro consorzio dovrebbe aiutarci organizzando ogni tanto qualche riunione presso il comune per “affinare” le nostre abilità nel suddividere i rifiuti.
L’altro grande ostacolo è il trasporto dei nostri prodotti di scarto, come avrete notato per il paese non circola solo più un camion della nettezza urbana, ma uno per ogni tipologia di prodotto, e questo si traduce in un maggior inquinamento generato dai gas di scarico degli automezzi.
A tutto questo va aggiunta una delle note più dolenti per noi poveri consumatori: i costi maggiori, in quanto servono molti più operatori addetti alla raccolta oltre che a nuove macchine e al grande dispendio energetico per il trattamento di tutte le materie da recuperare.
L’indispensabile raccolta differenziata sta così facendo un bel buco nell’acqua, ma non perché sia un concetto sbagliato.. tutt’altro, ma solo perché è gestita alla maniera italiana, senza una reale organizzazione o metodologia. Entro il 2012 dovremo raggiungere il 65% di materiale riciclato, ad oggi il nostro comune è a quota 54%, poco sopra la media del 50% di tutti i comuni del consorzio Cosmo. Gli unici che potrebbero non incappare in sanzioni sono i 142 residenti di Olivola, capaci di arrivare al 67%.
A monte del riciclaggio e della raccolta differenziata, assume così vitale rilevanza il tema della prevenzione dei rifiuti, della responsabilità sociale dei produttori, degli smaltitori, e la necessità di promulgare leggi volte alla riduzione degli imballaggi, all’uso di materiali biodegradabili, come le bioplastiche, o di pile ricaricabili.
L’unica soluzione attuabile per non rendere vana la raccolta differenziata è la riduzione dei rifiuti e puntare tutto sul loro riuso (tecnicamente definito reimpiego), in cui, una volta terminato l’utilizzo di un oggetto esso non va ad aumentare la mole dei rifiuti, ma, dopo un semplice processo di pulizia viene utilizzato nuovamente senza che i materiali di cui è composto subiscano trasformazioni.
L’esempio tipico è quello delle bottiglie in vetro come contenitori di latte ed acqua, che invece di essere frantumate possono essere riempite nuovamente senza passare per costosi (soprattutto da un punto di vista ambientale) processi di trasformazione. Presso il comune di Valenza, non tutti lo sanno, ma c’è addirittura chi è disposto ad acquistare le nostre bottiglie di plastica o lattine usate per re-immetterle in circolazione.
Uno dei Paesi che applicano significativamente le tecniche della riduzione e del riuso è la Danimarca, in cui, grazie ad una legislazione favorevole, ben il 98% delle bottiglie in commercio è riutilizzabile, ed il 98% di esse torna indietro ai consumatori senza essere riciclato.
I detersivi, il latte, l’acqua o altri prodotti acquistati dai distributori automatici con contenitori riutilizzabili sono di buona qualità, costano meno e riducono la plastica in circolazione e di conseguenza la percentuale di rifiuti da differenziare. Questa soluzione, già proposta in alcuni supermercati, potrebbe essere replicata nel nostro comune tramite l’installazione di distributori di prodotti “alla spina”, o di un raccoglitore di contenitori vuoti.
Per l’organico ed il verde la migliore soluzione, nelle aree dove ciò è possibile, è l’auto smaltimento o compostaggio domestico.
Queste tecniche di auto smaltimento sono di grande vantaggio, sia economico che a livello ecologico, l’unico grande problema è che Cosmo, il nostro consorzio di smaltimento, non ha ancora avviato un sistema di pagamento della tassa dei rifiuti in base al peso di scarto realmente conferito. Così chiunque volesse vendere o riutilizzare i contenitori usati andrebbe a gettare nei cassonetti di Cosmo solo materiale indifferenziato, aumentando le percentuali di materiale non riciclato, ed incappando così in pesanti sanzioni.. e questo è un altro esempio della cattiva gestione dei nostri rifiuti.
L’unica cosa che ci resta da fare è chiedere al nostro comune di muoversi per promuovere alcune iniziative volte ad incrementare il riutilizzo ed il riciclo, solo così si potrebbe risolvere il problema, e magari facendoci risparmiare qualcosa sulla tanto odiata tassa dei rifiuti!
Daquarti Fausto
23 agosto 2010
Molte piante di pomodoro, durante la maturazione avvizziscono e si seccano come se non fossero state adeguatamente irrigate. Tale malattia prende il nome di tracheoverticilliosi, causata dai microorganismi fungini Verticillium dahliae e Verticillium albo-atrum, dei quali il primo è la specie più comune ed aggressiva. La patologia si manifesta da prima sulle foglie più vecchie, per poi coinvolgere anche le altre, con una forma di disseccamento che, partendo dalla punta, si estende verso il picciolo. Questi microorganismo fungini sopravvivono nel terreno per diversi anni e penetrano nelle piante attraverso ferite di varia origine; da cui invadono i vasi linfatici. La pianta cerca di ostacolare la progressione del fungo formando barriere all’interno dei propri vasi linfatici, ma in seguito all’ostruzione degli stessi avvizzisce e poi muore. Purtroppo per l’aggressività dell’attacco trattamenti con Solfato di Rame o altri fungicidi sono inefficaci. Per combattere la malattia, le piante colpite vanno estirpate e bruciate. E’ inoltre opportuno sospendere la coltivazione per quattro o cinque anni nelle aiuole che hanno ospitato le piante infette. In occasione della preparazione del terreno, tra cinque e sette giorni prima del trapianto, si può ricorrere alla distribuzione di sospensioni di funghi antagonisti come Trichoderma Asperellum ceppo TV 1 (ad esempio Xedavir della Xeda International, irritante) e Trichoderma Harzianum + Trichoderma Viride (Remedier della Isagro o il Radix della Certis Europe). Tali funghi antagonisti agiscono distruggendo quelli dannosi e ne inattivano gli enzimi stimolando lo sviluppo vegetativo delle piante rendendole più resistenti agli stress ambientali e da quelli causate dai funghi parassiti. Le dosi d’impiego, sufficienti per trattare 100 mq di terreno, sono apri a 30-50 gr per Trichoderma Asperellum e 25 gr per Trichoderma Harzianum + Trichoderma Viride.

2 maggio 2010
Internet ci viene – come sempre – in aiuto. Questa volta addirittura per darci la possibilità di leggere online un giornale che nasce cartaceo.
Andate su www.issuu.com/lazuncheiia e “sfogliate” (letteralmente) il periodico del comune di Pomaro Monferrato.
A breve sarà possibile leggere in questo modo anche i numeri arretrati.
5 aprile 2010
Pomaro – La pioggia non ha fermato la manifestazione motoristica, che, un po’ più “ristretta”, ha avuto luogo ugualmente, domenica 9 maggio. 60 gli equipaggi iscritti, molte le auto e le moto di valore presenti: una Porsche 356 e una Ford Thunderbird quelle che hanno attirato più di tutte gli occhi e le attenzioni dei curiosi. “Pomaro Motori è un appuntamento che riserva sempre delle sorprese. – ha affermato il Vicesindaco di Pomaro Monferrato Franco Daquarti – Dopo tanti mesi in cui molte persone si impegnano per organizzare questo evento, fa piacere vedere tanta partecipazione, anche con il maltempo”. “Un ringraziamento particolare alla SOMS e alla Pro Loco che quest’anno hanno lavorato unite per il successo della manifestazione” – ha dichiarato il Sindaco Mirco Amisano. Erano presenti anche gli allievi della Scuola di Polizia di Alessandria, con i loro mezzi, e i figuranti in abiti medioevali, che hanno intrattenuto i presenti con le loro spettacolari esibizioni.
22 marzo 2010
La Zuncheiia n°5, Marzo 2010
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