6 Ottobre 2009
La Zuncheiia n°3, Autunno 2009
Posted by La Zuncheiia under Numeri Scaricabili | Tag: autunno, la zuncheiia, Pdf, pomaro |Leave a Comment
12 Ottobre 2009
La fontana ritrovata
Posted by La Zuncheiia under Pomaro e la sua storia | Tag: fontana, paulon, zuncheiia |Leave a Comment
La “tonda bellezza della Zuncheiia” (semplice, ma perfetta definizione consegnataci da Valentina) è rinata ai nostri occhi grazie alla generosità e al lavoro di Franco, Massimo, Luigi e Marino. Le nitide foto e la grafica eccellente ce la mostrano in tutta la sua ritrovata giovinezza. Al di là di quanto è stato compiuto dalla solerzia e dalle braccia dei nostri Amici, vi è un aspetto simbolico che non dev’essere assolutamente sottovalutato o perduto e che ne impreziosisce la presenza. Il pozzetto nel quale si convoglia l’acqua che scaturisce da tempo è la sistemazione più moderna e recente di un luogo che da epoca immemorabile fu – di certo – oasi di sosta di genti che, dopo il duro lavoro nei campi, vi trovò refrigerio e conforto all’arsura ed alla fatica. Un pregevole dono quindi alla memoria ed alla tradizione della nostra terra. Torna – di pari passo – alla mente la leggenda della “Fonte della Giovinezza”, dalla quale sgorgava l’acqua, matrice universale; possiamo quindi affermare con frase sommaria, che l’acqua simboleggia la totalità delle virtualità; essa è fonte ed origine di tutte le possibilità dell’esistenza. Si badi che non sono parole mie. Nel Suo celebre trattato delle “Storie delle religioni” (1946), Mircea Elìade – scrittore e scienziato rumeno – ne scrisse diffusamente, spiegando come il significato del liquido elemento – oggi sovente usato in modo vergognoso – divenne “mito”, nel quale confluirono in generosa misura tradizioni millenarie ed iniziatiche, racconti primordiali, credenze orientali, riferimenti mistici e religiosi. A sovrastare la antica fonte, la semisfera che pare la cupola di un tempo in miniatura, una “bolla” di materiali modellati a protezione del bene prezioso che fluisce al di sotto. Il tutto, con la cornice di un verde sentiero che si allunga tra le siepi. In effetti la sfera – o una parte di essa – è un sistema anch’esso simbolico al quale tutti gli individui appartengono, com’ebbe ad affermare Martin Heidegger, filosofo e pensatore tedesco. Agli Amici di Pomaro sono grato anche per un altro e più personale motivo. La vista della fonte rinata, mi ha catapultato la mente all’indietro di oltre tredici lustri. Partivo come una saetta dalla casa dei nonni e prendevo per un breve tratto la polverosa strada per Villabella. Subito oltre il cortile della “Bigia e Sandron”, imboccavo l’allora stretto sentiero che – prodigo di ortiche, edera e rovi pungenti – correva verso la cascin-na ‘d Baduc, limitrofa alla sassosa direttrice che sale a Monte, ma puntavo subito alla casa di zio Paolo Carelli, ignorando le esortazioni di nonna Cichina che mi ammoniva: “…quand cat pasi an tis santè… dì sempar in ‘requiem… parché lì riva… ‘na vota a iera al camposanto”. In altre pagine, di zio “Paulon” e della Sua straordinaria vita ho già diffusamente scritto, per cui non voglio ripetermi, tediando il lettore. Ero attratto nei Suoi confronti – oltre il profondo affetto che Gli portavo – dalla Sua figura di uomo ribelle ed anarcoide. Un mattino Egli ebbe a narrarmi con quel Suo inconfondibile ed ironico idioma, miscellanea d’italiano maccheronico e svariati dialetti: “…se c’è una cosa che non tollero è vedermi “rosicchiare” la verdura nell’orto; lavorare di vanga e di zappa e curare il tuo pezzo di terra e cominciare dall’alba, è fatica… ed io – di anni – ne ho già abbastanza. Qualche giorno addietro, appena uscito in cortile, vedo in fondo all’orto la lepre che sta facendo il comodo suo con la mia insalata. “Sbrano” (si riferiva al Suo compagno a quattro zampe dalla razza indefinibile e dal carattere tosto) non si muoveva dalla cuccia malgrado lo chiamassi sottovoce; non stava affatto bene. Sicuramente aveva ingoiato una lucertola o un ramarro senza nemmeno masticarlo; era il suo debole! Rientro in casa e carico la doppietta con una delle cartucce che mi preparo da solo. Tu sai – Luciano – che non guardo tanto per il sottile con le dosi della “Sipe” (polvere da sparo). Punto la ladra e faccio partire la schioppettata. Per la verità… la botta non mi convince per niente. La lepre fa una piroetta all’indietro, si rialza e passando sotto il filo spinato della cinta, se ne va di corsa lungo il sentiero verso la fontana; però – a ben pensarci – correva un poco… sbilenca. Borbotto un “Porco diavolo” per averla mancata, ma – in fondo – mi consolo per averle dato almeno una lezione. Poso il fucile e mi metto a lavoro. Dopo un paio d’ore… mi dico: “Paolo…adesso basta così…vai a bere due sorsi alla “Suncheija”… e lascia stare la Barbera per l’ora del pranzo…”. Così faccio e quando arrivo alla fontana sai che cosa vedo? Vedo la lepre stecchita in fondo al pozzetto; era arrivata fin lì di corsa… ma poi non ce l’aveva fatta ad andare avanti ed era finita dentro… “te capisti” la meraviglia…?!”. Così zio “Paulon” quel mattino ebbe tre vantaggi: – Si ristorò con l’acqua della fontana… lasciando da parte il vino – Prese una bella lepre – Comprese che – tutto sommato – caricava bene le sue cartucce con la “Sipe”, anche se dosava la polvere nell’incavo della mano.

Luciano ‘dla Catalina
10 Ottobre 2009
Prepariamo il giardino all’inverno
Posted by La Zuncheiia under Orto e Giardino | Tag: autunno, bulbi, bulbilli, divisione, erbe perenni, giardino, inverno, perenni, piantare, potatura, prato, primavera, semina, trapiantare, trapianto, tulipani, verde |Leave a Comment
È settembre, la bella stagione è ormai agli sgoccioli ed è arrivato il momento di tornare ad accudire le nostre preziose piante e di prepararle al meglio in vista delle temperature più miti. Il periodo compreso tra settembre ed ottobre è ideale per le operazioni di suddivisione, impianto e trapianto, ma anche per le operazioni atte all’eliminazione di tutti i fiori secchi e appassiti, per la potatura dei rami verdi piú lunghi e posizionati nella parte esterna delle piante, per l’eliminazione dei polloni basali; inoltre si può procedere con la concimazione per mezzo di prodotti chimici terrosi a lenta cessione contenenti i principali elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio). Con la suddivisione delle erbacee perenni (come, ad esempio, la peonia, il mughetto, l’elleboro, la pervinca e la bergenia), otterrete molte nuove piante per ampliare o ringiovanire le vostre aiuole. La riproduzione per suddivisione è un metodo semplice che consiste nel dividere letteralmente in due o più parti una pianta; con un forcone si procede alla suddivisione in parti uguali, facendo attenzione a non rovinare l’apparato radicale e che i nuovi esemplari risultanti abbiano tutti gli elementi della pianta originale (radice con pane di terra, adeguata impalcatura del fusto e dei rami, fronde non squilibrate con il resto della pianta); in seguito si devono subito rinvasare o interrare i nuovi soggetti. Questo è il periodo migliore per piantare e trapiantare; ogni piantina messa a dimora in autunno offrirà un’abbondante fioritura già il primo anno, perché le radici avranno avuto tempo di espandersi durante l’inverno consentendo un rigoglioso sviluppo della parte aerea ai primi tepori. Per poter avere un giardino o un vaso rigoglioso e colorato subito ad inizio primavera, si devono piantare i bulbi entro ottobre. Le varietà più note e resistenti sono crocus, narcisi, giacinti, tulipani. Si deve ricordare però che se si desiderano delle fioriture nel periodo estivo, la piantumazione deve essere fatta in primavera. In questo secondo caso i bulbi possono essere rimossi dal terreno, per non incorrere nei periodi molto piovosi in marciumi o attacchi da parasiti, e staccare i bulbi laterali (bulbilli) che indeboliscono la pianta, precludendo nuove fioriture vigorose. Pertanto si consiglia la rimozione dal terreno, prima della completa essicazione della parte aerea, e alla messa a dimora in una cassetta ricoperti con della torba umida fino al completo essiccamento delle foglie. A questo punto si potranno pulire i bulbi, staccare i bulbilli (i quali andranno conservati poiché potranno essere usati come nuovi bulbi da impiantare), e riporre in sacchetti di rete in luogo fresco ed asciutto. Sui declivi o sul bordo dei muri di contenimento si possono mettere a dimora in ottobre le piante di aubrezia, che formeranno in primavera folti cuscini di fiori ricadenti. È anche tempo di piantare altre perenni a fioritura primaverile come le iberis, le campanule e anche le generose viole del pensiero che formeranno bordure fiorite anche nei mesi freddi. E se volete dare colore al giardino d’inverno create bordure di erica o di timus. Se preferite il rosa intenso scegliete l’erica, che fiorirà fino ai primi geli. Inoltre questo è il periodo migliore per la semina del prato, poiché i semi delle infestanti sono quasi tutti germinati, e le temperature medie sono più basse e favorevoli alla regolare crescita del prato, che arriva ad infittirsi sufficientemente prima del riposo vegetativo invernale, limitando ulteriormente lo sviluppo di specie indesiderate alla successiva primavera.
- L’Aubretia
- Alcuni bulbi di Tulipano
Fausto Daquarti
9 Ottobre 2009
H1N1, l’influenza “suina”
Posted by La Zuncheiia under La Pagina della Salute | Tag: cura influenza, febbre, febbre suina, gianfranco durante, h1n1, influenza, influenza suina, malattia suina, medicina, pagina salute, rimedi influenza, vaccinazione, vaccino |Leave a Comment
Dedichiamo la prima puntata di questa nuova rubrica alla nuova influenza cosiddetta “suina” che, molto probabilmente, ci farà compagnia, anche se poco gradita, nel prossimo inverno. Che cosa sappiamo? Il nuovo virus, denominato (ricordate quello dell’aviaria? Era l’H5N1), è un virus, che causa una malattia influenzale, che si propaga da individuo a individuo. I primi casi sono stati segnalati in aprile 2009 in Messico ed in Nord America, ma dall’11 giugno l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia per questo virus, ciò significa che si è diffuso in tutto il mondo. È stata denominata perché i primi esami di laboratorio avevano evidenziato dei geni simili ai virus che causano l’influenza nei maiali in Nord America; ma esami successivi hanno mostrato che il virus H1N1 è molto differente. È una mescolanza di geni, che si trovano nei virus influenzali che circolano abitualmente nei maiali europei ed asiatici, negli uccelli e nell’uomo. Gli scienziati lo chiamano virus “quadruplicemente riassemblato”. Il virus H1N1 causa, come l’influenza stagionale, una malattia di gravità da media a severa. Le complicanze, nell’influenza stagionale, colpiscono prevalentemente i soggetti sotto i 5 anni o sopra i 65 anni, le persone con malattie croniche come l’asma, il diabete, le malattie cardiache, le malattie renali, gli stati di immunodeficienza e le donne incinte. In questa nuova influenza c’è una diversità: sembra che le persone con più di 64 anni di età siano a minor rischio di complicanze. Infatti circa un terzo degli over 60 possiede anticorpi contro questo nuovo virus, mentre nessun bambino e pochissimi adulti sotto i 60 anni li possiedono. I maggiori disturbi si sono verificati in soggetti sotto i 25 anni di età ed è proprio a questa fascia di cittadini, da 2 a 25 anni, che è rivolta la campagna di vaccinazione, almeno nella prima fase. Restano comunque a rischio di complicanze le donne in gravidanza e le persone affette dalle malattie croniche elencate in precedenza. Il mezzo più sicuro per proteggersi dalla nuova influenza H1N1 è la vaccinazione, quando sarà disponibile. Ovviamente questa non protegge dall’influenza stagionale per cui, per chi lo vorrà, bisognerà fare due vaccinazioni distinte. I farmaci antinfluenzali sono rappresentati dallo (ad es. Relenza) e oseltamivir (ad es. Tamiflu), che inibiscono la moltiplicazione del virus all’interno delle cellule. Essi andrebbero riservati ai casi di malattia severa o in quei soggetti con fattori di rischio per le complicanze. Il Centro Governativo Americano per il controllo delle malattie (www.cdc.gov/h1n1flu/) ha emanato protocolli informativi e comportamentali per molte categorie di operatori e di pazienti. Qui di seguito viene riportata l’informativa per i Pediatri , da diffondere ai genitori. “La maggior parte delle persone sanno che esiste un nuovo ceppo di virus influenzale: è l’H1N1. È un virus contagioso e si diffonde con il contatto tra persone, probabilmente come l’influenza stagionale. I sintomi di questo nuovo virus influenzale H1N1 sono simili ai sintomi dell’influenza stagionale ed includono: febbre, tosse, bruciore di gola, naso chiuso o che cola, dolenzia diffusa, cefalea e stanchezza. Un significativo numero di persone ha anche sofferto di diarrea e vomito. La maggior parte delle persone che si sono ammalate con questo virus sono rimaste a casa senza trattamento specifico. Se vostro figlio ha sintomi simil-influenzali, tenetelo in casa per 7 giorni o sino a 24 ore dopo la scomparsa dei sintomi, salvo indicazioni diverse del vostro Pediatra di famiglia. Come con l’influenza stagionale, le complicanze possono sopraggiungere anche con la nuova influenza H1N1. Ecco i segni di allarme che il vostro bambino,una volta che si è ammalato, può presentare: Respiro frequente, Respiro difficoltoso, Cute di colorito pallido o bluastro, Insufficiente assunzione di liquidi, Quantità di urina più scarsa del solito, Vomito persistente, Non interagisce o non è reattivo come al solito, Diventa così irritabile da non voler neppure essere preso in braccio, La febbre ritorna dopo essere stata assente un giorno, o cambia sensibilmente. Per esempio rimane a 38° per diversi giorni per poi passare a 39,5°. Nell’adulto altri segni di allarme sono rappresentati da: Dolore o senso di oppressione al torace e/o all’addome, Capogiro improvviso, Confusione È importante che il vostro bambino non venga a contatto con altri bambini ammalati e che, se il vostro bambino ha una malattia simil-influenzale non stia con altre persone per non diffondere la malattia. Ci sono alcune cose da fare per tenere lontano dalla malattia voi stessi e i vostri bambini: Copritevi il naso e la bocca con un fazzoletto quando tossite o starnutite, se non l’avete, tossite o starnutite nella parte superiore della vostra manica, non nelle vostre mani. Mettetela poi nel cesto dei rifiuti. Lavatevi spesso le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver tossito o starnutito. Se non sono disponibili acqua e sapone usate sostanze a base di alcol. Evitate di stare a contatto con persone ammalate. Se voi o vostro figlio vi ammalate state a casa dal lavoro o dalla scuola e limitate i contatti con gli altri per evitare di infettarli. Evitate di toccarvi gli occhi, il naso e la bocca. I germi si diffondono in questo modo.” Comunque vadano le cose, non bisogna farsi prendere dalla paura o dal panico. Le esperienze precedenti, come l’aviaria e la S.A.R.S, ci hanno insegnato, o dovrebbero averlo fatto, a valutare con attenzione le notizie che ci vengono fornite dai mass-media. Inoltre, l’andamento dell’infezione, la sua gravità e le contromisure cambieranno ancora nei prossimi mesi. Ogni anno in Italia muoiono 3000 persone per l’influenza, nonostante la vaccinazione di massa. Quindi manteniamo la calma, se ci ammaliamo non facciamo i supereroi ma stiamo in casa. A volte possono bastare i rimedi della nonna: letto, latte, lana…. E magari anche un buon brulè!
Gianfranco Durante
7 Ottobre 2009
La Zuncheiia su Facebook!
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6 Ottobre 2009
Copertina Autunnale, (Settembre 2009)
Posted by La Zuncheiia under Copertine | Tag: autunno, copertina autunnale, la zuncheiia, pomaro monferrato |Leave a Comment

14 Agosto 2009
Nuova illuminazione per il centro storico
Posted by La Zuncheiia under Notizie dal Comune | Tag: comune, illuminazione, inquinamento luminoso, lampioni, novità, pomaro monferrato |Leave a Comment
L’attuale sistema risale in gran parte agli anni ’60 quando ancora l’illuminazione pubblica era concepita come servizio pubblico obbligatorio, mentre oggi, con i recuperi dei centri storici in atto, è considerata uno strumento di valorizzazione artistica degli edifici e dei luoghi importanti dei paesi e delle città. E’ necessario, quindi, adoperarsi per creare ambienti più confortevoli, mettendo in risalto i rilievi architettonici e riqualificare aree più trascurate. E’ in programma, a Pomaroi, la sostituzione dei lampioni con l’installazione di altri, di diversa tipologia. L’operazione, che si concluderà nell’arco di pochi mesi, prevede complessivamente la posa in opera di nuovi lampioni, per un costo di circa 50.000 euro finanziati in parte dalla Regione. Il Comune è impegnato in altre operazioni per rendere più bello il paese, perché valorizzare il centro storico significa realizzare progetti e infrastrutture adatti. Si parte da un’adeguata illuminazione, si arriverà a tanto altro. Le aree interessate saranno sia il centro storico, sia alcune strade periferiche. Gli apparecchi esistenti sono equipaggiati di lampade a vapori di mercurio (luce bianca-violacea) da 150 W cad., il loro rendimento è sicuramente inferiore al 50% essendo privi di ottica od al più dotati di ottica stradale piuttosto usurata. Attualmente risultano installati 29 apparecchi di cui alcuni a mensola altri su parete e/o su palo. Gli apparecchi di nuova posa avranno consumi inferiori e saranno dotati di ottiche performanti al fine di evitare il fenomeno di dispersione della luce verso il cielo, garantendo una maggiore luminosità, una maggiore sicurezza per i pedoni e gli automobilisti e un minore inquinamento luminoso.

12 Agosto 2009
Arriva la videosorveglianza
Posted by La Zuncheiia under Notizie dal Comune | Tag: alessandria, pomaro monferrato, sicurezza, video sorveglianza, wama cestel |Leave a Comment
Si parte. E’ stata appaltata alla ditta Wama Cestel la realizzazione del sistema di videosorveglianza, che avrà come finalità il controllo del territorio, sia per il monitoraggio da parte della Protezione Civile, sia per contrastare atti di delinquenza. In questi giorni i tecnici della ditta, dopo aver effettuato alcuni sopralluoghi per le necessarie verifiche, hanno cominciato il posizionamento degli apparati, iniziando dal campanile della Chiesa dove è già stato messo il complesso di ricezione generale. Il sistema sarà composto da cinque postazioni di videosorveglianza situate agli ingressi del paese (Torrente Grana, incrocio con Villabella, strada per Villabella, strada la Rocca, Strada per Monte Valenza, Piazza Municipo – Poste). Il sistema realizzato sarà collegato, oltre che al Comune, ad un centro di Polizia Privata, che controllerà 24 ore su 24 il buon funzionamento delle apparecchiature, garantendo interventi immediati in caso di necessità e i normali interventi di manutenzione in caso di guasti. Ricordiamo che l’importo dei lavori di circa 26.000 euro, finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e dal Comune di Pomaro. L’impianto sarà sicuramente terminato prima delle ferie estive e ci permetterà di partire per le vacanza con più tranquillità.
Franco Daquarti

12 Agosto 2009
Il nostro Camposanto
Posted by La Zuncheiia under Pomaro e la sua storia | Tag: camposanto, cimitero, elio levriero, eugenio carelli, giardino, luciano coggiola, luigi capra, pomaro monferrato, soldati, ungaretti, vincenzino piatti |Leave a Comment
La visita ai nostri Cari, vivi o – purtroppo – defunti, è sempre fonte di emozione, destinata a trasformarsi in un vastissimo orizzonte ove sentimenti e ricordi si succedono senza soluzione di continuità. Così è per tutti. Lo si dichiari apertamente o lo si conservi con discrezione nel profondo del cuore. Trascorrere qualche tempo con il sole, ch’è la fiducia del mattino, o con le ombre del tramonto che sono invito alla riflessione, nel silenzio rispettoso del piccolo Camposanto di Pomaro, è la rivisitazione di un mondo lontano, tanto caro poiché fu il nostro e ci appartenne in modo completo. Lo faccio tutte le volte che mi è possibile e trovo che non vi sia nulla di più opportuno per arrecare pace allo spirito di un lento e sereno procedere lungo i lindi vialetti che ne disegnano gli spazi. La cura e l’attenzione che il caro Roberto dedica al suo lavoro è invero commovente. Occorre rilevare che ogni mansione può essere svolta in varie maniere. Semplificare il concetto pensando: “è pagato per questo!”, sarebbe concludere con biasimevole leggerezza. Egli svolge il suo compito nel modo migliore ed è una gioia per gli occhi rilevare il riassetto preciso delle siepi, l’attento e periodico rasare dell’erbe che crescono con virulenza, poiché la natura ha le sue leggi immutabili. Nella sua mano e nei suoi gesti vi è un profondo rispetto. Rifletto che secondo molte credenze il genere umano ha iniziato il proprio percorso di vita in un “giardino”. Lo afferma pure la “Genesi”: un giardino di terra recintata, in cui soffermarsi come rifugio. Lo ribadisce oggi Robert Harrison, scrittore filosofo, nel terzo della sua splendida trilogia; terzo libro che ha titolo: “Il Dominio dei Morti”. Qui, nel “Giardino” di Pomaro, ogni passo incontra un nome noto. Ogni nome ha sovente un aneddoto, sia pur breve o – per lo meno – l’ombra di un ricordo da rammentarmi, di una frase che si è fermata come un sassolino nei recessi della mente. Qui c’è una selva di Persone che ho conosciuto, che mi hanno parlato, sorriso o rimproverato, allorché i pruriti dell’infanzia e della giovinezza tracimavano, diventando invadenti o sbarazzini. Nella zona più silenziosa del Giardino, in mezzo ad una corona di volti, ecco quello – serio e compunto – di un giovane. Il più giovane dei miei amici di Pomaro: Gino Marchese, andatosene nel lontano 1957 a soli ventiquattro anni, lasciando la madre che in quell’unico figlio aveva riposto le più fascinose speranze. Lo rammento il viso di quella madre, ritratto impietrito di un dolore senza fine, muto e disperato, pieno di stupore di strazio. Lo ricordo con lo sguardo lucido ed ormai vuoto di lacrime, immutato sino alla fine dei suoi giorni. Proseguo il cammino dopo aver perso la conta. Lungo un lato del perimetro del settore più antico, riposa da sessantasei anni Cristina Carelli, sorella di mia nonna materna, scomparsa con il non lieve fardello dei suoi ottantadue anni. Donna fiera ed intrepida… zia Cristina, della quale non ho perduto i tratti del volto. Donna che visse una gioventù tribolata da una malattia che la debilitava in modo costante, tenendo sempre il capo eretto e non cedendo di un palmo la propria dignità contadina. Mi narrava nonna Cichina che la sorella rimaneva a casa a preparare il cibo e a rassettare, mentre Lei ed i Fratelli andavano a sgobbare sotto il sole implacabile o il rigore umido e pungente degli Autunni. Ai mugugni dei maschi non opponeva risposta alcuna, limitandosi a guardarli severamente negli occhi, mentre scodellava loro la minestra, preparata con cura e dedizione. Una sola volta disse con voce sottile e tagliente mentre tutti abbassavano lo sguardo: “…continuerò fino alla fine dei miei giorni se sarà necessario e se il Buon Dio non mi toglierà la malattia, a starmene a casa a cucinare e rammendare per voi. Non state a perdervi in inutili brontolii o taciti rimproveri, perché… se avanzate la minestra la ritroverete nel piatto questa sera ed ancora domani. A casa nostra non si spreca niente”. Un tempo la vita nel nostro Paese era proprio questa: poche moine, molte rinunce, e tanto lavoro di braccia. Mentre passo sotto l’alto porticato dell’ingresso a guadagnare l’uscita, col cigolio del vecchio cancello, m’inseguono sommessi saluti: quello ironico del Luigi Capra e del Vincenzino Piatti… quello pungente dell’Elio Levriero (“ciau testa uissa”)… quello triste dell’Eugenio Carelli…quello…quello…quello…
Quando discendo la breve rampa che mena alla piazza davanti alla cinta del Giardino, alzo gli occhi a leggere la scritta sulla parete: “SOLDATI. Si sta come d’Autunno sugli alberi le foglie”. Non solo “Soldati” caro…grandissimo… Ungaretti. Noi tutti siamo foglie d’Autunno.
Luciano ‘dla Catalina
23 Luglio 2009
Pumà a Pè 2009 – Raccolta fotografica
Posted by La Zuncheiia under Eventi | Tag: corsa, corsa a piedi, pomaro, pomaro monferrato, Sport |[2] Comments
































































































































































































