Dedichiamo la prima puntata di questa nuova rubrica alla nuova influenza cosiddetta “suina” che, molto probabilmente, ci farà compagnia, anche se poco gradita, nel prossimo inverno. Che cosa sappiamo? Il nuovo virus, denominato (ricordate quello dell’aviaria? Era l’H5N1), è un virus, che causa una malattia influenzale, che si propaga da individuo a individuo. I primi casi sono stati segnalati in aprile 2009 in Messico ed in Nord America, ma dall’11 giugno l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia per questo virus, ciò significa che si è diffuso in tutto il mondo. È stata denominata perché i primi esami di laboratorio avevano evidenziato dei geni simili ai virus che causano l’influenza nei maiali in Nord America; ma esami successivi hanno mostrato che il virus H1N1 è molto differente. È una mescolanza di geni, che si trovano nei virus influenzali che circolano abitualmente nei maiali europei ed asiatici, negli uccelli e nell’uomo. Gli scienziati lo chiamano virus “quadruplicemente riassemblato”. Il virus H1N1 causa, come l’influenza stagionale, una malattia di gravità da media a severa. Le complicanze, nell’influenza stagionale, colpiscono prevalentemente i soggetti sotto i 5 anni o sopra i 65 anni, le persone con malattie croniche come l’asma, il diabete, le malattie cardiache, le malattie renali, gli stati di immunodeficienza e le donne incinte. In questa nuova influenza c’è una diversità: sembra che le persone con più di 64 anni di età siano a minor rischio di complicanze. Infatti circa un terzo degli over 60 possiede anticorpi contro questo nuovo virus, mentre nessun bambino e pochissimi adulti sotto i 60 anni li possiedono. I maggiori disturbi si sono verificati in soggetti sotto i 25 anni di età ed è proprio a questa fascia di cittadini, da 2 a 25 anni, che è rivolta la campagna di vaccinazione, almeno nella prima fase. Restano comunque a rischio di complicanze le donne in gravidanza e le persone affette dalle malattie croniche elencate in precedenza. Il mezzo più sicuro per proteggersi dalla nuova influenza H1N1 è la vaccinazione, quando sarà disponibile. Ovviamente questa non protegge dall’influenza stagionale per cui, per chi lo vorrà, bisognerà fare due vaccinazioni distinte. I farmaci antinfluenzali sono rappresentati dallo (ad es. Relenza) e oseltamivir (ad es. Tamiflu), che inibiscono la moltiplicazione del virus all’interno delle cellule. Essi andrebbero riservati ai casi di malattia severa o in quei soggetti con fattori di rischio per le complicanze. Il Centro Governativo Americano per il controllo delle malattie (www.cdc.gov/h1n1flu/) ha emanato protocolli informativi e comportamentali per molte categorie di operatori e di pazienti. Qui di seguito viene riportata l’informativa per i Pediatri , da diffondere ai genitori. “La maggior parte delle persone sanno che esiste un nuovo ceppo di virus influenzale: è l’H1N1. È un virus contagioso e si diffonde con il contatto tra persone, probabilmente come l’influenza stagionale. I sintomi di questo nuovo virus influenzale H1N1 sono simili ai sintomi dell’influenza stagionale ed includono: febbre, tosse, bruciore di gola, naso chiuso o che cola, dolenzia diffusa, cefalea e stanchezza. Un significativo numero di persone ha anche sofferto di diarrea e vomito. La maggior parte delle persone che si sono ammalate con questo virus sono rimaste a casa senza trattamento specifico. Se vostro figlio ha sintomi simil-influenzali, tenetelo in casa per 7 giorni o sino a 24 ore dopo la scomparsa dei sintomi, salvo indicazioni diverse del vostro Pediatra di famiglia. Come con l’influenza stagionale, le complicanze possono sopraggiungere anche con la nuova influenza H1N1. Ecco i segni di allarme che il vostro bambino,una volta che si è ammalato, può presentare: Respiro frequente, Respiro difficoltoso, Cute di colorito pallido o bluastro, Insufficiente assunzione di liquidi, Quantità di urina più scarsa del solito, Vomito persistente, Non interagisce o non è reattivo come al solito, Diventa così irritabile da non voler neppure essere preso in braccio, La febbre ritorna dopo essere stata assente un giorno, o cambia sensibilmente. Per esempio rimane a 38° per diversi giorni per poi passare a 39,5°. Nell’adulto altri segni di allarme sono rappresentati da: Dolore o senso di oppressione al torace e/o all’addome, Capogiro improvviso, Confusione È importante che il vostro bambino non venga a contatto con altri bambini ammalati e che, se il vostro bambino ha una malattia simil-influenzale non stia con altre persone per non diffondere la malattia. Ci sono alcune cose da fare per tenere lontano dalla malattia voi stessi e i vostri bambini: Copritevi il naso e la bocca con un fazzoletto quando tossite o starnutite, se non l’avete, tossite o starnutite nella parte superiore della vostra manica, non nelle vostre mani. Mettetela poi nel cesto dei rifiuti. Lavatevi spesso le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver tossito o starnutito. Se non sono disponibili acqua e sapone usate sostanze a base di alcol. Evitate di stare a contatto con persone ammalate. Se voi o vostro figlio vi ammalate state a casa dal lavoro o dalla scuola e limitate i contatti con gli altri per evitare di infettarli. Evitate di toccarvi gli occhi, il naso e la bocca. I germi si diffondono in questo modo.” Comunque vadano le cose, non bisogna farsi prendere dalla paura o dal panico. Le esperienze precedenti, come l’aviaria e la S.A.R.S, ci hanno insegnato, o dovrebbero averlo fatto, a valutare con attenzione le notizie che ci vengono fornite dai mass-media. Inoltre, l’andamento dell’infezione, la sua gravità e le contromisure cambieranno ancora nei prossimi mesi. Ogni anno in Italia muoiono 3000 persone per l’influenza, nonostante la vaccinazione di massa. Quindi manteniamo la calma, se ci ammaliamo non facciamo i supereroi ma stiamo in casa. A volte possono bastare i rimedi della nonna: letto, latte, lana…. E magari anche un buon brulè!

Gianfranco Durante

Annunci