Come preannunciato nell’articolo precedente, l’influenza H1N1 è arrivata e non sono mancate le sorprese. La prima è stata l’anticipazione del picco di massima estensione dei contagi, che è avvenuto a novembre anziché a dicembre. Non sappiamo se ci sarà una seconda ondata, tutto dipenderà dalle nuove mutazioni del virus (che iniziano ad essere segnalate), dalla loro contagiosità e dalle loro caratteristiche antigeniche.
Una seconda sorpresa è costituita da un diffuso clima di diffidenza nei riguardi nel nuovo vaccino che viene distribuito, dovuta ai tempi rapidi di allestimento ed alla presenza di un adiuvante (sostanza che stimola il nostro corpo a “reagire” maggiormente al virus del vaccino, producendo una maggiore quantità di anticorpi), lo squalene, ritenuto, a torto, responsabile di una strana epidemia di malanni che ha colpito i soldati americani reduci dalla cosiddetta “Guerra del Golfo” e sottoposti a vaccinazione contro l’antrace (vaccino peraltro privo di squalene).
A mio avviso la nuova influenza ci ha insegnato due cose:
• Il sistema di sorveglianza sanitaria, rappresentato dalla Organizzazione Mondiale della Salute (WHO) e dei vari Centri di Controllo e Prevenzione delle malattie infettive (CDC), ha funzionato efficacemente, segnalando ed identificando rapidamente il nuovo agente virale;

• L’industria farmaceutica è riuscita a preparare in tempi ristretti un vaccino efficace e sicuro.
Fortunatamente la nuova influenza sinora si è rivelata di blanda gravità, per cui si può discutere sull’utilità della vaccinazione, ma nel caso di un virus più letale, come quello della SARS o dell’aviaria, faremmo a gara per averlo!
Ecco la situazione attuale della pandemia in Italia, secondo il Ministero della Salute:
– Sono state vaccinate al 29 novembre circa 611.425 persone.

– In totale sono 5.030.851 le dosi di vaccino distribuite.

– Totale casi stimati di influenza dall’inizio della pandemia al 29 novembre: 3.455.000

– Totale vittime correlate alla nuova influenza A al 30 novembre: 111

– Percentuale vittime in rapporto al totale dei malati di nuova influenza A: 0,0032 per cento.

– Totale casi che hanno necessitato di assistenza respiratoria al 30 novembre: 391

– Percentuale dei casi che necessitano di assistenza respiratoria in rapporto al totale dei malati: 0,011.
Aggiornato al 3 dicembre 2009 – ore 17.00

Come si può notare la severità della nuova pandemia è veramente bassa, per fortuna, e spero di non dover scrivere altri aggiornamenti!

Gianfranco Durante

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