E’ una pianta ornamentale perenne diffusa nel periodo natalizio che fiorisce in pieno inverno. Nonostante sia originaria del Centro America, se opportunamente curata può sopravvivere facilmente ai nostri climi. L’altezza massima è di un metro, il fiore della pianta è di colore rosso vivo, rosa o bianco, si chiama bratea ed è in realtà una foglia modificata; e dura per qualche mese, mentre il fiore vero e proprio è nel centro ed è piccolo e giallo, con minuscoli sepali e petali. La stella di Natale ha bisogno di una temperatura minima di 14 gradi e va tenuta lontana dalle correnti d’aria. Può sopportare il freddo più intenso, ma solo per brevi periodi, purché non esposta al gelo. È molto indicata alla vita in casa anche perché possiede la proprietà di rimuovere vapori chimici nocivi dall’aria . Questa sua qualità è stata dimostrata nell’ambito di studi effettuati da scienziati per conto della NASA, l’agenzia aerospaziale americana. Necessita di un ambiente luminoso, durante l’inverno può tollerare il sole diretto ma va
tenuta lontana da fonti di calore. Le innaffiature devono essere scarse durante la fioritura, evitando i ristagni di acqua nel sottovaso. Dopo la fioritura è normale che la pianta perda qualche foglia, senza che questo segnali malattie o sofferenza, per ridargli vitalità si può concimarla con prodotti a base di potassio o fosforo.
In primavera la si può trasferire all’aperto, ma in posizione riparata. Per produrne nuovi esemplari a maggio la si può tagliare a metà, facendo attenzione a proteggersi le mani con i guanti, perché il lattice della pianta è irritante; in seguito va rinvasata utilizzando un terriccio drenante a base di torba. L’operazione va eseguita con delicatezza perché le radici e i fusti sono delicati. Per far rifiorire la stella di Natale da un anno all’altro è necessario mantenerla, al buio 13/14 ore al giorno durante i mesi di ottobre e novembre, coprendola con un telo o con uno scatolone.

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