Molte piante di pomodoro, durante la maturazione avvizziscono e si seccano come se non fossero state adeguatamente irrigate. Tale malattia prende il nome di tracheoverticilliosi, causata dai microorganismi fungini Verticillium dahliae e Verticillium albo-atrum, dei quali il primo è la specie più comune ed aggressiva. La patologia si manifesta da prima sulle foglie più vecchie, per poi coinvolgere anche le altre, con una forma di disseccamento che, partendo dalla punta, si estende verso il picciolo. Questi microorganismo fungini sopravvivono nel terreno per diversi anni e penetrano nelle piante attraverso ferite di varia origine; da cui invadono i vasi linfatici. La pianta cerca di ostacolare la progressione del fungo formando barriere all’interno dei propri vasi linfatici, ma in seguito all’ostruzione degli stessi avvizzisce e poi muore. Purtroppo per l’aggressività dell’attacco trattamenti con Solfato di Rame o altri fungicidi sono inefficaci. Per combattere la malattia, le piante colpite vanno estirpate e bruciate. E’ inoltre opportuno sospendere la coltivazione per quattro o cinque anni nelle aiuole che hanno ospitato le piante infette. In occasione della preparazione del terreno, tra cinque e sette giorni prima del trapianto, si può ricorrere alla distribuzione di sospensioni di funghi antagonisti come Trichoderma Asperellum ceppo TV 1 (ad esempio Xedavir della Xeda  International, irritante) e Trichoderma Harzianum + Trichoderma Viride (Remedier della Isagro o il Radix della Certis Europe). Tali funghi antagonisti agiscono distruggendo quelli dannosi e ne inattivano gli enzimi stimolando lo sviluppo vegetativo delle piante rendendole più resistenti agli stress ambientali e da quelli causate dai funghi parassiti. Le dosi d’impiego, sufficienti per trattare 100 mq di terreno, sono apri a 30-50 gr per Trichoderma Asperellum e 25 gr per Trichoderma Harzianum + Trichoderma Viride.

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