Il problema dei rifiuti è diventato un vero grattacapo: la crescita dei consumi, la forte urbanizzazione del territorio, e il ripetersi di cattive abitudini ecologiche dei consumatori ma soprattutto dei produttori, hanno incrementato i volumi dei rifiuti e ridotto le zone disabitate in cui trattarli o depositarli. Le discariche fanno ormai parte di un passato lontano ed insostenibile, pur avendo in sé costi di gestione bassi comportano un’inaccettabile spreco di materiale riciclabile. In questi anni il prezzo delle materie prime è lievitato, soprattutto il petrolio, da cui la nostra tanto amata plastica, che tutto ricopre e riveste, deriva. Per questo motivo dovremmo cercare di riciclare evitando inutili sprechi. Oltre al lato economico del problema, vi è anche il più importante aspetto ambientale. Le discariche interrate inquinano vaste aree, che devono poi rimanere inutilizzate per migliaia di anni, e gli inceneritori producono gas nocivi tali da limitarne l’uso, pertanto non possono essere una soluzione definitiva allo smaltimento totale dei rifiuti. L’unica soluzione rimasta per prevenire lo spreco di materiali potenzialmente utili, ridurre il consumo di materie prime, ridurre l’utilizzo di energia, e conseguentemente l’emissione di gas serra, è il riciclo.
Il primo grande problema di questa tecnica è che non tutto è riciclabile.. solo per fare un esempio piatti e bicchieri di plastica non sono recuperabili e dovrebbero finire nell’indifferenziato. E come loro tanti altri scarti come carta oleata o plastificata, ceramiche e porcellane, gomma, plastiche non aventi funzione di imballaggio come i giocattoli.. per questo il nostro consorzio dovrebbe aiutarci organizzando ogni tanto qualche riunione presso il comune per “affinare” le nostre abilità nel suddividere i rifiuti.
L’altro grande ostacolo è il trasporto dei nostri prodotti di scarto, come avrete notato per il paese non circola solo più un camion della nettezza urbana, ma uno per ogni tipologia di prodotto, e questo si traduce in un maggior inquinamento generato dai gas di scarico degli automezzi.
A tutto questo va aggiunta una delle note più dolenti per noi poveri consumatori: i costi maggiori, in quanto servono molti più operatori addetti alla raccolta oltre che a nuove macchine e al grande dispendio energetico per il trattamento di tutte le materie da recuperare.
L’indispensabile raccolta differenziata sta così facendo un bel buco nell’acqua, ma non perché sia un concetto sbagliato.. tutt’altro, ma solo perché è gestita alla maniera italiana, senza una reale organizzazione o metodologia. Entro il 2012 dovremo raggiungere il 65% di materiale riciclato, ad oggi il nostro comune è a quota 54%, poco sopra la media del 50% di tutti i comuni del consorzio Cosmo. Gli unici che potrebbero non incappare in sanzioni sono i 142 residenti di Olivola, capaci di arrivare al 67%.
A monte del riciclaggio e della raccolta differenziata, assume così vitale rilevanza il tema della prevenzione dei rifiuti, della responsabilità sociale dei produttori, degli smaltitori, e la necessità di promulgare leggi volte alla riduzione degli imballaggi, all’uso di materiali biodegradabili, come le bioplastiche, o di pile ricaricabili.
L’unica soluzione attuabile per non rendere vana la raccolta differenziata è la riduzione dei rifiuti e puntare tutto sul loro riuso (tecnicamente definito reimpiego), in cui, una volta terminato l’utilizzo di un oggetto esso non va ad aumentare la mole dei rifiuti, ma, dopo un semplice processo di pulizia viene utilizzato nuovamente senza che i materiali di cui è composto subiscano trasformazioni.
L’esempio tipico è quello delle bottiglie in vetro come contenitori di latte ed acqua, che invece di essere frantumate possono essere riempite nuovamente senza passare per costosi (soprattutto da un punto di vista ambientale) processi di trasformazione. Presso il comune di Valenza, non tutti lo sanno, ma c’è addirittura chi è disposto ad acquistare le nostre bottiglie di plastica o lattine usate per re-immetterle in circolazione.
Uno dei Paesi che applicano significativamente le tecniche della riduzione e del riuso è la Danimarca, in cui, grazie ad una legislazione favorevole, ben il 98% delle bottiglie in commercio è riutilizzabile, ed il 98% di esse torna indietro ai consumatori senza essere riciclato.
I detersivi, il latte, l’acqua o altri prodotti acquistati dai distributori automatici con contenitori riutilizzabili sono di buona qualità, costano meno e riducono la plastica in circolazione e di conseguenza la percentuale di rifiuti da differenziare. Questa soluzione, già proposta in alcuni supermercati, potrebbe essere replicata nel nostro comune tramite l’installazione di distributori di prodotti “alla spina”, o di un raccoglitore di contenitori vuoti.
Per l’organico ed il verde la migliore soluzione, nelle aree dove ciò è possibile, è l’auto smaltimento o compostaggio domestico.
Queste tecniche di auto smaltimento sono di grande vantaggio, sia economico che a livello ecologico, l’unico grande problema è che Cosmo, il nostro consorzio di smaltimento, non ha ancora avviato un sistema di pagamento della tassa dei rifiuti in base al peso di scarto realmente conferito. Così chiunque volesse vendere o riutilizzare i contenitori usati andrebbe a gettare nei cassonetti di Cosmo solo materiale indifferenziato, aumentando le percentuali di materiale non riciclato, ed incappando così in pesanti sanzioni.. e questo è un altro esempio della cattiva gestione dei nostri rifiuti.

L’unica cosa che ci resta da fare è chiedere al nostro comune di muoversi per promuovere alcune iniziative volte ad incrementare il riutilizzo ed il riciclo, solo così si potrebbe risolvere il problema, e magari facendoci risparmiare qualcosa sulla tanto odiata tassa dei rifiuti!

Daquarti Fausto

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